«Annali di architettura», n. 31, 2019

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Sarah W. Lynch Architettura e astrologia nella biblioteca di un architetto asburgicop. 119.

Capita abbastanza di rado che un architetto rinascimentale lasci una quantità di materiale sulla propria vita intellettuale pari a quella di Bonifaz Wolmut (ca. 1500-1579), l’architetto imperiale degli Asburgo a Praga. A partire dagli anni Trenta del Cinquecento Wolmut raccolse libri su temi di astrologia, astronomia, matematica e storia. Si tratta di manoscritti tedeschi tradotti a stampa in latino, così come di libri stampati in tedesco. Per procurarsi questi volumi si serviva di amici e mecenati nella cerchia umanista della corte dell’imperatore Ferdinando I. Sembra che Wolmut non abbia mai acquistato libri d’architettura, ma leggeva testi architettonici nella biblioteca privata del governatore di Boemia, l’arciduca Ferdinando II Asburgo, e ci sono evidenze che i trattati di Serlio abbiano informato i progetti di Wolmut. Opere come la tribuna dell’organo nella cattedrale di Praga e, nella stessa città, la villa nel Giardino Reale del Castello dipendono dalle illustrazioni del Terzo libro di Serlio. Al contrario, il Padiglione della Pallacorda ricorre alle forme classiche in un modo unico.
Questo è il primo studio sulle abitudini di lettura di Wolmut e sul suo rapporto con la trattatistica architettonica a stampa del Rinascimento, studio che permette di indagare l’impatto di tale letteratura sugli architetti formati nelle tradizionali corporazioni artigiane a nord delle Alpi.