«Annali di architettura», n. 31, 2019

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Giuseppe Simone Montanaro Scamozzi oltre l’Isonzo: indizi su quattro architetture nel Friuli arciducale (1605-1611)p. 49.

Tra il 1605 e il 1611 due esponenti di spicco della nobiltà austriaca, i goriziani Raimondo Della Torre ed Ermanno d’Attems, chiamarono Vincenzo Scamozzi nel Friuli arciducale per approntare i progetti delle loro residenze, rispettivamente a Cormòns e a Santa Croce di Vipacco. Le località – oggi divise tra il confine orientale italiano e il litorale sloveno – appartennero alla contea di Gorizia, un tempo parte della decaduta Patria del Friuli. Scamozzi soggiornò a Duino dal conte Della Torre, ospite in una delle proprietà dove ancora oggi esiste una scala ovale attribuita ad Andrea Palladio senza riscontro certo. Alcuni dei progetti predisposti da Scamozzi seguirono il modello del castello polacco di Krzysztof Zbaraski, duca di Zbaraz: essi non trovarono piena realizzazione costruttiva ma forse funsero da guida per la successiva attività edilizia.
Nelle vicinanze di Santa Croce si riscontra la presenza di una singolare villa di tipo palladiano, la cui planimetria richiama le sperimentazioni rinascimentali del tempio a pianta centrale. L’edificio ha subito diverse alterazioni nel tempo, realizzate da differenti proprietari della nobiltà locale. Lo studio della genealogia di queste case aristocratiche collegherebbe però la costruzione della struttura originaria sia ai Della Torre che agli Attems. Purtroppo, il deperimento, la dispersione e la carenza delle fonti documentarie gettano in oblio questi manufatti di cui si sta perdendo da tempo la consistenza fisica. Prima che queste tracce svaniscano per sempre, si vuole costituire, anche solo in forma di indizi, un piccolo campo di indagine sulle attività dell’architetto vicentino nel Friuli non veneziano e sui modelli architettonici che giunsero nell’Isontino prima ancora di diffondersi in tutta Europa.