«Annali di architettura», n. 28, 2016

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Stefania Albiero Los proyectos de Antonio de Sangallo el Joven para la iglesia de Santiago de los Espa.oles en Romapp. 49 - 62.

La chiesa di San Giacomo degli Spagnoli a Roma, costruita fra 1450 e 1458, testimonia del rapporto culturale tra Italia e Spagna nonché dell’importanza del ruolo che in quel periodo la comunità castigliana rivestiva a Roma. Dal punto di vista architettonico la complessa storia del tempio spagnolo è contrassegnata da continui ampliamenti e ristrutturazioni. L’estensione verso piazza Navona, realizzata alla fine del XV secolo, aveva privato l’edificio di quell’equilibrio delle forme rispondente  al gusto classico dell’epoca rinascimentale. Fu questo probabilmente il motivo per cui Antonio da Sangallo il Giovane fu incaricato, durante gli anni 1522-1523, di redigere un piano generale di restauro della chiesa. A testimoniare i progetti che Antonio redasse in quegli anni esistono tre disegni di Antonio Labacco, conservati nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze e pubblicati da Gustavo Giovannoni nel 1959. Le tre tavole descrivono due diverse proposte progettuali. Con il primo, audace progetto si aspirava a centralizzare lo spazio privilegiando la cappella di San Ildefonso: una chiesa a pianta centrale con una grande cupola sopra la navata principale. Il secondo è una proposta meno radicale, soprattutto a livello tipologico: in questo caso l’obiettivo era di trasformare la chiesa in uno spazio uniforme e di risolvere il problema della sua scarsa luminosità. L’articolo, utilizzando il disegno come strumento, guida e fine del processo di studio, analizza i progetti di Antonio da Sangallo evidenziandone la grandiosità e la volontà di conferire uniformità e identità a un edificio emblematico che negli anni si era ampliato senza un progetto unitario. Grazie allo studio dei disegni degli Uffizi e all’analisi delle loro coerenze e contraddizioni, è stato possibile elaborare una restituzione coerente e completa. Le sovrapposizioni grafiche proposte contribuiscono a una maggiore comprensione dell’evoluzione architettonica della chiesa di San Giacomo e della sua conformazione spaziale e costruttiva, dalla fondazione alle proposte di Sangallo.