«Annali di architettura», n. 29, 2017

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Paola Zampa “Questo tempio è di opera dorica”: il dorico, da Antonio da Sangallo il Giovane a Palladiopp. 127 - 134.

A seguito dell’opera di Bramante a Roma, nella prassi architettonica si diffonde l’impiego del “dorico archeologico” che, definito “difficile” da Vitruvio, nelle esperienze del secolo precedente non era mai stato utilizzato nella sua completa declinazione. Numerosi disegni di rilievo e analisi dei ruderi antichi testimoniano della ricerca e messa a punto di un possibile modello di riferimento. Tuttavia evidenti differenze tra monumenti come il teatro di Marcello, la basilica Emilia, il tempio di Ercole a Cori causavano difficoltà nell’univoca definizione del genere e comportavano diverse interpretazioni degli elementi distintivi del dorico,