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Andrea Palladio, I commentari di C. Giulio Cesare, Venezia 1575
I Commentari di C. Giulio Cesare, con le figure in rame de gli alloggiamenti, de' fatti d'arme, delle circonuallationi delle città, & di molte altre cose notabili descritte in essi. Fatte da Andrea Palladio per facilitare a chi legge, la cognition dell'historia. In Venetia, appresso Pietro de Franceschi, 1575 (In Venetia, appresso Pietro de' Franceschi, & nepoti, 1574). [48], 407, [1] p., [42] c. di tav. doppie calcografiche, ill., 4to. (Contiene: De bello Gallico e De bello civili di Cesare; Gallico lib. 8 di A. Hirtius; Bellum Africanum e Bellum Hispaniense di incerto autore; Bellum Alexandrinum di incerto autore attribuito a A. Hirtius e Gaius Oppius. Marca (V333) sul front.  Cors.; rom. Le tavole recano il testo a stampa sul verso
Accanto agli studi antiquari e ai Quattro libri Palladio pubblica anche l'edizione illustrata dei Commentari di Giulio Cesare, un accurato resoconto di campagne militari che ben poco sembra avere a che fare con l'architettura. Tanto più che nella carriera palladiana gli incarichi riferibili all'architettura militare si limitano a poche e circostanziate consulenze. In realtà il senso del volume consiste, da un lato, nell'ovvio legame tra ordinamento dell'esercito, “progettazione” della battaglia e pratica architettonica ma, dall'altro, soprattutto nell'interesse palladiano per la restituzione di una visione complessiva del mondo e della cultura antica di cui l'ordine e la disciplina della “antica milizia” erano parti molto significative. Del resto l'idea di illustrare i Commentari di Cesare ha illustri precedenti fra gli architetti. Palladio stesso fa risalire il proprio interesse per una ricostruzione visiva delle parole di Cesare agli anni della propria formazione. Nel Proemio riconosce di aver affrontato lo studio dell'antica milizia sotto la guida di Giangiorgio Trissino (Palladio scrittore. Un percorso attraverso i volumi della Raccolta Cappelletti, mostra bibliografica, Vicenza, Palazzo Barbaran da Porto, 4 dicembre 1999 – 6 febbraio 2000).
Iniziali, testatine e finalini in xilografie, 221 x 162 mm.
Conservato presso: Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, Cap A XVI 11