Il libro del cuore

Giorgio Ciucci

Giorgio Ciucci, Università di Roma Tre - emeritus. È membro del consiglio scientifico del Centro dal 1992

I miei 'libri del cuore': Fosco Maraini, Segreto Tibet; Betty Smith, Un albero cresce a Brooklyn; Leonardo Benevolo, Storia dell'architettura moderna; Sigfried Giedion, Spazio tempo e architettura; Bruno ZeviSaper vedere l'architettura,  Alberto Asor Rosa, Scrittori e popolo

L'iniziativa di Nick Adams è molto bella e intelligente.
Ho provato a fermare la mente su di un libro del cuore e ho realizzato che ce ne sono tanti, tutti formativi per motivi vari in diversi momenti.

Prima di iniziare a studiare architettura le mie preferenze oscillavano da Segreto Tibet di Fosco Maraini a Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith, dai racconti di Hemingway ai libri di altri scrittori americani degli anni Trenta (e libri di fotografia, a partire da quello con le immagini scattate in particolare da Dorothea Lange): da questi ultimi libri, credo, l'attenzione per l'architettura e la città americane.
Ma anche gli scrittori italiani fra gli anni Venti e i Cinquanta e il parallelo interesse per l'architettura e l'arte del periodo: come parlare di Torino prima (ma anche dopo) la seconda guerra mondiale se non si legge Cesare Pavese? O Roma, se non si legge il milanese Gadda o il friulano Pasolini? O entrambe le città, Roma e Torino, così ben raffigurate da Mario Soldati nel libro Le due città? Ma qui mi fermo, per non allungare il brodo.

Presi singolarmente, nessuno di quei libri è del cuore ma sono tutti libri nel cuore. Letti, riletti, amati, studiati, compresi e anche superati.
Se poi passiamo a più specifici libri di architettura o di architetti, il discorso si arricchisce e si complica. Potrei partire dalla Storia dell'architettura moderna di Leonardo Benevolo (che è stato anche mio professore nei primi due anni della facoltà di Architettura di Roma) o da quello (opposto) di Sigfried Giedion Spazio tempo e architettura (che mi ha aperto altri orizzonti) o, ancora più distante dai due, dal Saper vedere l'architettura di Bruno Zevi. Per non parlare delle fantastiche sintesi di James Ackerman.
A seguire, e più in generale, ricordo Scrittori e popolo di Alberto Asor Rosa e Operai e capitale di Mario Tronti: qui si apre un capitolo a parte, quello  veneziano con Tafuri, Cacciari, Dal Co e tanti altri, nel quale le letture si sono incrociate e intrecciate in un'avventura durata 28 anni, segnandomi indelebilmente, mescolando il tutto ancora di più.
Insomma, molti libri importanti ma non riesco a farne prevalere uno. Ripeto, ho molti libri nel cuore. E chissà, forse c'è un libro che rimane celato nel cuore perché vuole rimanere segreto.

Giorgio Ciucci