«Annali di architettura», n. 9, 1997

annali 9
< 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 > *

Ulrike Ilg Ein Zitat nach der Antike im plastischen Fassadenschmuck der Villa Barbaro in Maserpp. 49 - 60.

In questo saggio viene identificata per la prima volta una citazione finora sconosciuta nella decorazione plastica di Villa Barbaro a Maser (eretta dopo il 1557). L'altorilievo sul timpano della facciata dell'edificio centrale si ispira ad un frammento di sarcofago antico rinvenuto a Roma in quel periodo. Tale frammento era stato disegnato ed utilizzato da numerosi artisti del XV ed XVI secolo e faceva parte di quei resti dell'antichità romana ritenuti particolarmente importanti. In confronto alle copie piuttosto libere del frammento antico in questione, a Maser si è tentato di ricostruirlo fedelmente, benché si trattasse di un frammento e fosse quindi difficile immaginarne la decorazione completa. Il progetto dell'altorilievo del timpano non è da ascriversi ad Andrea Palladio, ma al committente Daniele Barbaro, il quale aveva imposto anche per gli affreschi del Veronese una riproduzione dei monumenti romani il più fedele possibile. Barbaro aveva compiuto a Roma studi approfonditi nel campo archeologico per la sua edizione commentata di Vitruvio e conosciuto bene Pirro Ligorio. L'altorilievo del sarcofago succitato era collocato probabilmente nei giardini della famiglia Colonna e ciò giustifica l'ipotesi che Barbaro con questa citazione non volesse solamente esprimere il generale orientamento della sua villa verso l'antichità romana, ma volesse invece porre se stesso nella tradizione del mecenatismo dell'antichità. (traduzione di Edeltraud Mair)