«Annali di architettura», n. 15, 2003

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Anna Maria Fiore La monumentalizzazione dei luoghi teatro della Grande Guerra: il sacrario di Redipuglia di Giovanni Greppi e Giannino Castiglionipp. 233 - 248.

Con la fine degli anni Venti il regime fascista avviò un imponente programma di monumentalizzazione dei luoghi teatro della Grande Guerra. Furono l’architetto Giovanni Greppi e lo scultore Giannino Castiglioni a monopolizzare, dal 1933 al 1941, la progettazione degli interventi. Le loro architetture interpretarono appieno l’ideologia del regime decretando il successo del loro sodalizio. Il programma, il rapporto dei due artisti con la committenza, l’aspetto pedagogico-simbolico dominante nelle architetture volute dal potere per onorare i caduti, sono stati indagati, così come le scelte operate dai due artisti nell’ideazione dei grandi impianti quale il sacrario di Redipuglia. Di quest’ultimo, uno dei cimiteri militari più imponenti d’Europa, grazie a due memoriali inediti, si sono potute ricostruire le vicende del cantiere. Sconosciuti erano, inoltre, i progetti ideati dai due artisti, ma non realizzati, per alcuni sacrari da erigersi all’estero.