«Annali di architettura», n. 15, 2003

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Maria Teresa Sambin De Norcen Michelangelo e Clemente VII. Corrispondenza e corrispondenti nella genesi della sacrestia Nuova e della biblioteca Laurenzianapp. 75 - 88.

Il ricco carteggio tra Michelangelo e Giulio de’ Medici riguardante i progetti laurenziani permette di analizzare un aspetto troppo spesso trascurato dagli storici dell’arte: il ruolo degli intermediari che – frapposti tra l’architetto e il committente – non di rado assumono un peso considerevole nell’indirizzare il risultato finale. Leggendo la corrispondenza si delinea un mondo ricco e variegato, dove emergono – fra le altre – le figure di Giovan Francesco Fattucci, fedele portavoce del Buonarroti, e di Giovan Battista Figiovanni, petulante canonico di San Lorenzo incaricato di sorvegliare sulla fabbrica, che non manca di scontrarsi con l’artista. Ma si definisce meglio anche l’atteggiamento del papa, ansioso di conoscere lo sviluppo dei progetti fin nei minimi dettagli, ma assolutamente fiducioso nei confronti delle scelte di Michelangelo e portato a stimolare la creatività dell’artista piuttosto che a controllarne l’operato.