«Annali di architettura», n. 28, 2016

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Domenico Giaccone Gli edifici per l’istruzione primaria nella cultura architettonica ottocentesca: il contributo di Torino per la definizione del tipo scolastico italianopp. 125 - 132.

Gli edifici per le Scole pubbliche, teorizzati a partire dal XVI secolo, acquisirono la propria identità e indipendenza tipologica solamente nell’Ottocento, quando l’istruzione popolare di massa divenne 146 uno dei cardini della politica degli Stati moderni. In Italia per molti decenni le scuole furono allestite in conventi, palazzi privati, case d’affitto, magazzini, ma a partire dalla seconda metà del XIX secolo furono progettati e costruiti edifici adatti allo scopo, funzionali e rispondenti ai requisiti di igiene e salubrità. Torino fu una delle prime città che affrontò il problema in maniera organica e sistematica. I tecnici municipali studiarono i caratteri peculiari delle scuole europee e li reinterpretarono in base alla cultura, alla tradizione e alle esigenze sociali ed economiche della città. I risultati della loro ricerca furono sintetizzati nel testo delle Norme per la costruzione e l’arredamento degli edifizi delle scuole elementari municipali pubblicate nel 1879, che costituisce non solo il riferimento legislativo per tutti gli edifici scolastici comunali torinesi ma anche il nucleo teorico dei Regolamenti nazionali contenenti le Istruzioni – poi diventate Norme – per la compilazione dei progetti per la costruzione dei casamenti scolastici, annunciate nel 1878 ed emanate dal Ministero dell’Istruzione pubblica nel 1888. Da quel momento l’esperienza e le competenze torinesi vennero messe ufficialmente a disposizione di tutta la Nazione, caratterizzando la produzione edilizia scolastica italiana per oltre mezzo secolo.