«Annali di architettura», n. 29, 2017

annali 29
< 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 > *

Renata Samperi Il dialogo tra i muri e le colonne: Palladio a confronto con i modelli romani del primo Cinquecentopp. 163 - 170.

Il dialogo tra i muri e le colonne costituisce un tema centrale nell’architettura di Palladio, legato all’interesse per la qualificazione della superficie muraria e oggetto di soluzioni tra loro molto diverse. Nell’ambito di un confronto con la scena architettonica romana, dominata da Antonio da Sangallo il Giovane e dall’eredità di Bramante e Raffaello, l’articolo esamina il rapporto tra ordine architettonico, parete e organismo edilizio nelle ricerche progettuali condotte da Palladio nel primo decennio della sua attività di architetto, vale a dire, grossomodo, negli anni Quaranta del Cinquecento. Si tratta di anni cruciali nei quali, a partire dalla ripresa ed elaborazione di modelli romani, antichi e moderni, si compie il passaggio a un linguaggio maturo e personale. Attraverso un confronto tra alcuni progetti palladiani di questo periodo e la produzione dei maggiori architetti attivi a Roma nel primo Cinquecento, è possibile seguire un coerente percorso di assimilazione, rielaborazione e superamento degli esempi costituiti dalle opere di Giuliano da Sangallo, Bramante, Raffaello, Peruzzi, Giulio Romano, Michelangelo, Antonio da Sangallo il Giovane. Dai primi progetti di facciate, con ordini semplicemente addossati alle pareti, redatti verso la fine degli anni Trenta, si passa, nel decennio successivo, a composizioni più complesse e aggiornate, sintatticamente organizzate e chiaramente ispirate a modelli romani. Palladio articola ordini e strutture murarie attraverso l’impiego di colonne libere, pilastri, paraste e controparaste, giungendo, infine, all’innovativo disegno della facciata di palazzo Chiericati, leggibile come un ulteriore sviluppo, ormai trasfigurato, del tipo di composizione sintattica di ascendenza romana. Nello stesso palazzo, tuttavia, Palladio sperimenta soluzioni di segno opposto, attraverso il semplice accostamento di forme e strutture eterogenee, aprendo la strada a nuove modalità di dialogo tra i muri e le colonne.