Scandurrastudio

Scandurrastudio affronta tematiche di diversa natura: strategie territoriali, progettazione urbana e architettonica, progettazione d’interni e allestimenti, curatela artistica. Le occasioni di progettazione diventano momenti di ricerca.

Alessandro Scandurra è nato nel 1968.

Agli inizi della sua carriera si dedica alla progettazione di allestimenti teatrali e disegna per la Deutsche Staatsoper la scenografia dell’opera teatrale Fidelio realizzata a Berlino, Parigi, Venezia e a Gerusalemme in occasione dei tremila anni della città ebraica.

Nel 2001 forma Scandurrastudio. Nel 2004 arriva terzo al concorso internazionale del Palazzo della Regione Lombardia. Dal 2005 riceve l’incarico di studiare l’immagine coordinata di alcune aziende di design, per le quali disegna anche stand e showroom tra Milano, Copenaghen, Mosca, Pechino, New York, Francoforte e Parigi.

Negli ultimi anni ha sviluppato e concluso vari progetti. La nuova sede della Zurich a Milano è stata recentemente nominata per il Premio Mies Van der Rohe 2011. Il bookshop del Teatro Alla Scala di Milano è stato completato nel 2008. Ha partecipato alle ultime due edizioni della Biennale di Architettura di Venezia e nel 2009 ha allestito la III edizione della mostra “Medaglia d’oro all’Architettura Italiana”, allestimento che è stato poi nominato per la IV edizione del Compasso d’Oro.

Lo studio ha diversi progetti in corso, come un complesso residenziale di tre torri a Milano e un progetto di mitigazione paesaggistica di un impianto industriale e di un parco territoriale a Brindisi.

Alessandro Scandurra affianca all’attività dello studio altre attività di ricerca, pubblicazioni e la didattica: dal 2004 al 2007 è stato docente presso il Politecnico di Milano, dal 2005 ad oggi è docente invitato presso la Scuola Universitaria SUPSI di Lugano. Nel 2011 è nominato Direttore scientifico della Fondazione Portaluppi, e incaricato del progetto architettonico e allestimento del Museo Palladio.

la ricerca e la didattica

Il lavoro di progettazione è un atto critico di comprensione, la scrittura di un testo dalla struttura aperta. Conflitti rivelati, programma, luoghi e contingenze spingono ad una continua scoperta creando momenti di tensione che si risolvono in esperienze concrete. In questo modo vengono accumulate domande e questioni che diventano bagaglio critico per affrontare i temi che ci vengono proposti. Le attività di ricerca proseguono sulle linee di questi temi, sono ambiti complementari al progetto dove la realtà viene scomposta e riformulata in possibili prototipi, dove si prefigurano possibili relazioni tra l’individuo e la società in uno stadio di continuo cambiamento. Lo studio vive del continuo confronto con esperienze che sconfinano dal repertorio architettonico verso tutti i dispositivi e le strategie di indagine del reale.