Chiesa di San Francesco della Vigna

Venezia
Progetto
1564
Costruzione
1564 - 1566
Indirizzo
Campo della Confraternita, Sestiere Castello, Venezia
Artisti
  • Palladio, Andrea
Tipologia
  • Chiesa
Dopo lo sfortunato esordio di San Pietro di Castello, molto probabilmente fu ancora una volta Daniele Barbaro a favorire un incarico palladiano, convincendo il patriarca di Aquileia Giovanni Grimani ad affidargli la costruzione della facciata di San Francesco della Vigna. Scelta di non poco significato perché di fatto estrometteva Jacopo Sansovino, che aveva costruito la chiesa trent’anni prima (approntando anche disegni per la facciata), preferendogli Palladio che si imponeva così come alternativa concreta, sostenuta dalla parte culturalmente più avanzata del patriziato veneziano, all’ormai anziano protagonista del rinnovamento architettonico di piazza San Marco. Giovanni Grimani, uomo dai gusti sofisticati e raffinato collezionista di antichità romane, aveva subito nel 1563 un insidioso processo per eresia: assolto dalle accuse, trasforma la costruzione della facciata di San Francesco in occasione per una autocelebrazione privata.
Da Leon Battista Alberti in poi, gli architetti del Rinascimento si sono impegnati nel difficile tentativo di adattare la fronte di un edificio ad aula unica, quale è il tempio antico, alla planimetria a più navate delle chiese cristiane. Con la facciata della chiesa di San Francesco della Vigna Palladio offre la sua prima risposta concreta al tema, dopo lo sfortunato impegno sostanzialmente solo progettuale di San Pietro di Castello. Proiettate su un unico piano la navata maggiore, coperta da un grande timpano, e le due laterali coperte da due semitimpani, il problema compositivo era costituito dal collegamento organico dei due sistemi e dal rapporto modulare dei due ordini, il maggiore chiamato a reggere il timpano principale e il minore i due semitimpani. La soluzione realizzata da Palladio è brillante, anche se lo costringe a impostare entrambi gli ordini su uno stesso alto basamento: una difficoltà che sarà agevolmente superata nella facciata del Redentore, anteponendo una grande scalinata alla sezione centrale della facciata.