Villa Caldogno

Caldogno (VI)
Altro nome
Villa Caldogno, Pagello, Nordera, Comune di Caldogno
Progetto
1548 ca.
Costruzione
Ante 1570
Stato di realizzazione
Esistente
Indirizzo
Via Zanella, 3, Caldogno (VI)
Artisti
  • Fasolo, Giovanni Antonio: affrescatore
  • Palladio, Andrea (?)
  • Zelotti, Battista: affrescatore
Committenti
  • Caldogno, Angelo
  • Caldogno, Losco
Tipologia
  • Abitazioni/Ville
Parti del complesso
  • Barchesse: distrutta
  • Colombara: distrutta
  • Corpo dominicale
Nel 1541 Losco Caldogno, aristocratico vicentino e attivo commerciante di seta, ottiene in eredità una corte agricola e numerosi campi a Caldogno, a pochi chilometri a nord di Vicenza. Legato da stretti vincoli di parentela a committenti palladiani come i Muzani e successivamente i Godi, con buona probabilità commissionò a Palladio la ristrutturazione della corte agricola. Non si hanno elementi precisi circa la datazione dell’intervento: è possibile fissare l’inizio dei lavori al 1542, la casa è certamente abitabile nel 1567 e la data “1570” incisa sulla facciata indica probabilmente la fine delle opere di decorazione.
Non esistono prove documentarie della paternità palladiana della villa, che non è inclusa nei Quattro Libri. La planimetria è molto semplice e le stanze non sono perfettamente proporzionate, ma molto probabilmente ciò deriva dal riutilizzo di murature preesistenti. In ogni caso, determinanti per un’attribuzione a Palladio risultano le analogie, soprattutto nel prospetto anteriore, con opere come villa Saraceno o villa Muzani.Nel Seicento una terrazza e due torrette angolari modificano il prospetto posteriore. 
Intorno al 1570 affreschi di Giovanni Antonio Fasolo e di Giovanni Battista Zelotti nelle due stanze maggiori di sinistra trasformano gli spazi interni in una fastosa scenografia architettonica.