Villa Porto

Molina, Malo (VI)
Altro nome
Villa Da Porto, Colleoni, Di Thiene
Progetto
1570
Costruzione
1572 - 1580
Stato di realizzazione
Incompiuto
Indirizzo
Via Colleoni, Molina, Malo (VI)
Artisti
  • Palladio, Andrea
Committenti
  • Porto, Iseppo
Tipologia
  • Abitazioni/Ville
Ordini architettonici
  • Corinzio
Parti del complesso
  • Barchesse
  • Casa vecchia dominicale
  • Corpo dominicale
  • Cortile
  • Muro di cinta
  • Portale di accesso al complesso
Gli straordinari dieci fusti di colonne in mattoni che dominano la grande corte quattrocentesca dei Porto a Molina testimoniano l’inizio di un grandioso progetto che Palladio realizza per Iseppo (Giuseppe) Porto: il nome del committente è infatti inciso sui plinti delle splendide basi in pietra delle colonne, accanto alla data 1572. Ricco esponente di una delle più importanti famiglie vicentine, cognato di Adriano e Marcantonio Thiene (committenti dell’omonimo palazzo palladiano), Iseppo Porto già possedeva in città un grandioso palazzo realizzato da Palladio oltre vent’anni prima.
Dai documenti d’archivio è possibile comprendere che le enormi colonne non sono il frammento di una barchessa monumentale, come quella per i Pisani a Bagnolo, ma piuttosto la fronte di un vero e proprio edificio residenziale in campagna. L’enorme colonnato corinzio, citazione diretta di quello del pronao del Pantheon, avrebbe raggiunto un’altezza complessiva di oltre tredici metri. Porticati più bassi a forma di quarto di cerchio, ancora visibili nell’Ottocento, avrebbero collegato il corpo padronale agli annessi agricoli a destra e sinistra.
Il sorprendente edificio richiama due altri progetti palladiani, villa Mocenigo alla Brenta e villa Thiene a Cicogna, mai realizzati ma documentati da diversi schizzi autografi e inseriti nei Quattro Libri. È interessante notare inoltre che, nel pubblicare il palazzo di città di Giuseppe Porto nei Quattro Libri, Palladio arricchisce il progetto originario con un cortile a ordine composito gigante, estremamente vicino a quello della villa alla Molina. La morte di Giuseppe nel 1580 provoca l’arresto del cantiere, mai completato.