El Greco, architeto de retablos / El Greco, architetto di altari
Fotografie di Joaquín Bérchez

28 febbraio - 14 giugno 2015 - prorogata al 6 settembre

Una mostra in collaborazione con Instituto Cervantes, Real Academia de Bellas Artes de San Carlos Valencia, Municipality of Heraklion.

In occasione del quarto centenario dalla morte di Doménikos Theotokópoulos detto “El Greco” (1541-1614), la mostra restituisce un capitolo poco conosciuto dell’attività artistica del grande pittore: il suo lavoro come architetto nell’arte del retablo, ovvero nella progettazione di altari.

El Greco, formatosi prima a Creta e poi a Venezia e Roma, nel 1577 si trasferì a Toledo. Nella città spagnola il sistema di produzione delle immagini era diverso da quello italiano e l’artista realizzava non solo i dipinti ma anche i grandi altari che li incorniciavano, i retablos appunto.

Insieme al figlio Manuel, El Greco si occupò del disegno, dell’intaglio, dell’assemblaggio e della doratura degli elementi architettonici per le pale. Si fece notare per lo stile personale, per un particolare gusto nell’uso dell’oro brunito, eredità dei primi anni di formazione trascorsi a Creta. Le architetture di avanguardia conosciute durante i soggiorni a Venezia e Roma (in particolare quelle di Andrea Palladio e di Michelangelo) furono reinterpretate da El Greco e adattate agli usi e ai modi dell’architettura spagnola.

Joaquín Bérchez, grazie alla sua peculiare strategia fotografica e a un uso sofisticato del particolare e del frammento, ci svela la profonda conoscenza del linguaggio architettonico utilizzato da El Greco nei suoi retablos e i valori plastici che lo definiscono. Bérchez è uno dei più noti storici dell’architettura spagnoli ma da molti anni è anche un fotografo professionista. I due aspetti si armonizzano: per Bérchez la fotografia è uno strumento di narrazione e di creazione visiva dell’architettura e del paesaggio. Dal 2003 firma le copertina della nostra rivista Annali di architettura.