68° Corso sull’architettura palladiana
Palladio e il benessere nella casa ben costruitaVicenza + Veneto, 27 agosto - 2 settembre 2026
Docenti
Donata Battilotti, già Università di Udine

Ha insegnato Storia dell’architettura all’Università di Udine fino al 2023. Si occupa prevalentemente di Andrea Palladio, della storia urbana e del territorio di Vicenza nel Cinquecento, di ville venete. Tra le sue pubblicazioni si segnalano Vicenza al tempo di Andrea Palladio attraverso i libri dell’estimo del 1563-1564 (1980), Le ville di Palladio (1990), l’aggiornamento della monografia di Lionello Puppi, Andrea Palladio (1999), la cura del volume sulle ville della provincia di Vicenza dell’Istituto regionale ville venete (2005), Le mura di Vicenza nel Cinquecento. Cronaca di un fallimento (2020). Fa parte dal 2003 del Consiglio scientifico del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio ed è membro dell’Accademia Olimpica di Vicenza.
Guido Beltramini, CISA Andrea Palladio

Dal 1991 è direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio. È stato professore a contratto all’Università di Ferrara dal 1994 al 2002 e dal 2015 è visiting professor alla Graduate School of Design di Harvard University. Studia la storia dell'architettura del Rinascimento, con una particolare interesse per Palladio, l'architettura veneta, l'arte della guerra e la cultura dell'Antico.
Andreas Beyer, Universität Basel, Basilea

Dal 2003 al 2025 è stato professore di storia dell'arte all'Università di Basilea. Ha diretto il Centre allemand d'histoire de l'art a Parigi dal 2009 al 2014. Le sue ricerche e pubblicazioni sono dedicati tra l'altro all'architettura napoletana del Quattrocento, all'arte rinascimentale italiana e quella tedesca del neoclassicismo. Nel 1983 ha pubblicato la prima edizione tedesca dei Quattro Libri dell'Architettura del Palladio e ha in seguito a più riprese lavorato sull'architetto vicentino, concentrandosi sul Teatro Olimpico e i Quattro Libri dell'Architettura. Libri più recenti: Il corpo dell'artista. La traccia nascosta della vita nell'arte, Torino 2023; Benvenuto Cellini and the embodiment of the modern artist, Reaktion Books, London 2025.
Paul Davies, University of Reading

Paul Davies è professore emerito di Storia dell’architettura all’Università di Reading. La sua ricerca si concentra principalmente sull’architettura italiana dal 1350 al 1650. Tra i suoi ambiti d’interesse figurano in particolare le chiese a pianta centrale e la risposta architettonica ai miracoli, l’architettura a Venezia e nel Veneto, i disegni architettonici del Rinascimento italiano.
Oltre a numerosi articoli, ha scritto Michele Sanmicheli (Electa, 2004), The Paper Museum of Cassiano Dal Pozzo. A.X. Renaissance and later architecture and ornament (Royal Collection, 2013), Codex Coner: Architecture and Antiquarianism in Early Sixteenth-Century Rome (Sir John Soane’s Museum, 2024), tutti e tre in collaborazione con D. Hemsoll. Ha inoltre co-curato Architecture and Pilgrimage 1000-1500: the Southern Mediterranean and Beyond (Ashgate, 2013) con D. Howard e W. Pullan. La sua ultima curatela, con M. Beltramini, A. Roca De Amicis e G. Spoltore, è Templum Pacis. Storia della chiesa di Santa Maria della Pace a Roma tra Quattrocento e Ottocento (numero speciale di “Bollettino d’Arte”, 2024).
Oltre a numerosi articoli, ha scritto Michele Sanmicheli (Electa, 2004), The Paper Museum of Cassiano Dal Pozzo. A.X. Renaissance and later architecture and ornament (Royal Collection, 2013), Codex Coner: Architecture and Antiquarianism in Early Sixteenth-Century Rome (Sir John Soane’s Museum, 2024), tutti e tre in collaborazione con D. Hemsoll. Ha inoltre co-curato Architecture and Pilgrimage 1000-1500: the Southern Mediterranean and Beyond (Ashgate, 2013) con D. Howard e W. Pullan. La sua ultima curatela, con M. Beltramini, A. Roca De Amicis e G. Spoltore, è Templum Pacis. Storia della chiesa di Santa Maria della Pace a Roma tra Quattrocento e Ottocento (numero speciale di “Bollettino d’Arte”, 2024).
Gianmario Guidarelli, Università degli Studi di Padova

Gianmario Guidarelli è professore associato in Storia dell’Architettura presso l’Università degli studi di Padova (DICEA) e professore incaricato presso la Facoltà Teologica del Triveneto. Coordina i progetti "Chiese di Venezia. Nuove prospettive di ricerca", “Armonie Composte. Ciclo di seminari sul paesaggio monastico” (con Elena Svalduz) e "La città medievale. La città dei frati. Medieval city. City of the friars” (con Silvia Beltramo). È Principal Investigator del progetto di ricerca PRIN 2022 "CoenoBI(u)M. Arte e architettura della Congregazione Benedettina Cassinese (XV-XVIII secolo): strategie di analisi digitali e spaziali attraverso modelli BIM". È socio residente e membro del Consiglio Scientifico dell’Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Dal 2024 è direttore scientifico della rivista “Ateneo Veneto” (fascia A per E 8). Ha pubblicato monografie e saggi su riviste internazionali inerenti la storia dell'architettura del Medioevo e del Rinascimento, in particolare veneziano. Attualmente la sua attività di ricerca si è concentrata sull'architettura religiosa nel Rinascimento e sul tema del paesaggio monastico nell’Umanesimo italiano.
Johanna Heinrichs, University of Kentucky College of Design

Johanna Heinrichs è professoressa associata e direttrice degli International Studies al College of Design dell'Università del Kentucky. Le sue ricerche vertono sulla cultura della villa, l'architettura residenziale e le questioni di urbanistica e paesaggio nella Venezia e nel Veneto del XVI secolo. È autrice del volume Villa and Palace in the Venetian Renaissance: The Palladian House between Country and City, pubblicato nel 2025 dalla Cambridge University Press.
David Hemsoll, University of Birmingham

David Hemsoll è uno specialista di arte e architettura rinascimentali, in particolare di Roma, Firenze e Venezia, su cui ha scritto numerosi contributi. Ha un interesse particolare per la teoria dell’architettura e la metodologia della progettazione architettonica. Tra le sue pubblicazioni figurano Michele Sanmicheli (Electa, 2004); The Paper Museum of Cassiano Dal Pozzo. A.X. Renaissance and later architecture and ornament (Royal Collection, 2013); Codex Coner: Architecture and Antiquarianism in Early Sixteenth-Century Rome (Sir John Soane’s Museum, 2024), tutti e tre in collaborazione con P. Davies. È inoltre autore di Emulating Antiquity: Renaissance buildings from Brunelleschi to Michelangelo (Yale University Press, 2019) e di numerosi articoli, tra cui Envisaging Michelangelo's Porta Pia (“Annali di architettura”, 25, 2025), Drawing on the past: Palladio, his precursors and knowledge of ancient architecture c. 1550 (“Journal of the Warburg and Courtauld Institutes”, 82, 2020) e Palladio and the “Secrets” of Architectural Proportion (“Journal of the Society of Architectural Historians”, 84.1).
Deborah Howard, University of Cambridge

Deborah Howard è Professoressa Emerita di Storia dell’Architettura all’Università di Cambridge, e ‘Fellow’ di St John’s College, Cambridge e della British Academy. Le sue ricerche si focalizzano nell’architettura di Venezia e del Veneto nella prima età moderna. Le sue numerose pubblicazioni includono Jacopo Sansovino 1975, 1987); The Architectural History of Venice (1980, rev. 2002); Venice & the East (2000); Architecture and Music in Renaissance Venice (2009); Venice Disputed (2011) e The Sacred Home in Renaissance Italy (with M. Laven and A. Brundin, 2018). Attualmente sta conducendo un progetto di ricerca sull’architettura proto-industriale del Veneto del Cinque e Seicento.
Federico Marcomini, CISA Andrea Palladio

Dopo la formazione in storia dell'arte, nel 2024 completa il dottorato di ricerca in Storia dell'architettura e della città all'Università di Firenze. Nelle sue ricerche, si è dedicato principalmente a indagare il riutilizzo del linguaggio classico e del palladianesimo nell'architettura ipercontemporanea, approfondendo questo fenomeno in casi studio nei Balcani e nell'Asia ex sovietica. Attualmente collabora con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, dove ha approfondito ed espanso i suoi interessi di ricerca alla storia culturale dell'architettura italiana e la storiografia palladiana. Ha presentato gli esiti dei suoi lavori in pubblicazioni scientifiche e convegni internazionali.
Francesco Marcorin, CISA Andrea Palladio

Laureato in architettura, nel 2014 consegue il dottorato di ricerca allo IUAV con una tesi su Michele Sanmicheli.
Dopo una collaborazione con l’Archivio di Stato di Verona, nel 2017 è Ayesha Bulchandani Curatorial Intern presso la Frick Collection di New York e nell’autunno dello stesso anno è Weinberg Fellow presso la Columbia University. Nei due anni successivi è docente a Union College (Firenze) e all’ENSTP di Yaoundé; in concomitanza, è coinvolto nel progetto internazionale “Thinking 3D” coordinato dalla University of St. Andrews, il Magdalen College e le Bodleian Libraries di Oxford.
La sua ricerca si snoda a cavallo di diverse discipline, dalla storia dell’architettura e del collezionismo, alla storia della musica e della raffigurazione, con particolare attenzione alla ricezione dell’antico nella cultura rinascimentale e al disegno come strumento di conoscenza. Le sue pubblicazioni principali riguardano Michele Sanmicheli, Andrea Palladio, Antonio da Sangallo il Giovane, Giovanni Maria Falconetto e Giovanni Caroto. Lavora al CISA Andrea Palladio dal 2019 dove, dal 2023, ricopre il ruolo di curatore del Palladio Museum.
Fernando Marías, Universidad Autónoma de Madrid

Fernando Marías è professore emerito all’Universidad Autónoma de Madrid. È uno specialista in teoria e pratica dell’arte e dell’architettura fra Spagna e Italia dal XV al XVIII secolo. Ha pubblicato libri e articoli sull’architettura spagnola d’età moderna, su maestri della pittura come El Greco, Velázquez e Bosch, e su architetti come Bernini, e ha curato le opere di Diego de Sagredo e Fray Juan Andrés Ricci, e le corografie di Anton van de Wyngaerde e Pedro Texeira. Fra le sue pubblicazioni più recenti, Antes y después de Antonio Palomino: historiografia artistica e identidad nacional (con J. Riello, 2022), La Colegiata de Torrijos: 500 años de firme piedra (con M. Cera, 2019), El Greco, il miracolo della naturalezza. Il pensiero artistico di El Greco attraverso le note a margine a Vitruvio e Vasari (con J. Riello, 2017), El Griego de Toledo. Pintor de lo visible y lo invisible (cat. mostra, 2014), El Greco, historia de un pintor extravagante (2013), El Greco’s Visual Poetics (cat. mostra, 2012).
Curatore di mostre internazionali, è membro della Real Academia de la Historia di Madrid e presidente del Consiglio scientifico del CISA Andrea Palladio.
Laura Moretti, University of St Andrews

Laura Moretti ha conseguito la laurea in architettura ed è diplomata in violoncello. Ha un dottorato in storia dell’architettura e da diversi anni lavora sul rapporto tra architettura e musica. Ha ricoperto prestigiose posizioni post-dottorali e di ricerca (University of Cambridge; Worcester College, University of Oxford; Villa I Tatti).
Tra il 2005 e il 2008 ha partecipato al progetto Architecture and Music in Renaissance Venice, diretto da Deborah Howard presso l’Università di Cambridge. Tra il 2014 e il 2016 è stata coordinatrice della rete internazionale Daniele Barbaro (1514-70): In and Beyond the Text, finanziata dal Leverhulme Trust. Tra il 2016 e il 2020 ha co-diretto il progetto di ricerca Thinking 3D. Nel 2021-22 ha lavorato al progetto Object history and museum display. The adventurous life of the Berlin “Adorante”, grazie a una Leverhulme Trust International Fellowship.
È autrice di Dagli Incurabili alla Pietà. Le chiese degli Ospedali Grandi veneziani tra architettura e musica (1522-1790) e di In the House of the Muses: Collection, Display, and Performance in the Veronese Palace of Mario Bevilacqua (1536-93).
È autrice di Dagli Incurabili alla Pietà. Le chiese degli Ospedali Grandi veneziani tra architettura e musica (1522-1790) e di In the House of the Muses: Collection, Display, and Performance in the Veronese Palace of Mario Bevilacqua (1536-93).
Carlotta Moro, University of Cambridge

Carlotta Moro è dottoranda in Storia dell’arte all’Università di Cambridge. La sua ricerca verte sulla circolazione dei motivi ornamentali dai disegni e dalle stampe all’architettura e alla cultura materiale del Rinascimento italiano, con particolare attenzione ai processi di invenzione, alla trasposizione materiale e al loro significato culturale. È autrice della gran parte delle schede nel catalogo Corpi moderni. La costruzione del corpo nella Venezia del Rinascimento, a cura di G. Beltramini, F. Borgo e G. Manieri Elia (Marsilio, 2025).
Cara Rachele, ETH Zürich

Cara Rachele insegna Storia e teoria dell'architettura rinascimentale, unitamente ad altri corsi di rappresentazione architettonica e analisi testuale, presso la cattedra del professor Maarten Delbeke all'Institut for the History and Theory of Architecture (gta), ETH Zurich.
È una specialista di arte e architettura italiana della prima età moderna, ma il suo interesse si estende anche al XIX secolo. La sua ricerca si concentra sulla rappresentazione e il disegno in senso più ampio, e sullo sviluppo della pratica e dell'istruzione architettonica, indagando lo sviluppo della figura dell'artista-architetto nell'Italia dell'inizio del XVI secolo attraverso un'esplorazione dell'evoluzione del disegno a Firenze e Roma. Getta nuova luce sull'importanza del disegno per l'architettura, nonché sul disegno come aspetto teorico unificante per la creazione artistica. È in corso una ulteriore ricerca, provvisoriamente intitolata "Fear of Falling: Unstable Architectures in Early Modern Italy", che indaga la solidità strutturale e la preoccupazione dei crolli nel dibattito artistico dell'inizio dell'età moderna.
È stata una fellow della Villa I Tatti, dell'Harvard University Center for Italian Renaissance Studies (Firenze), del Drawing Institute della Morgan Library & Museum (New York), del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max Planck Institut e del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi (Firenze). Ha conseguito una laurea in storia dell'arte e pratica architettonica presso la Columbia University e un dottorato di ricerca in storia dell'arte e dell'architettura presso la Harvard University.
È una specialista di arte e architettura italiana della prima età moderna, ma il suo interesse si estende anche al XIX secolo. La sua ricerca si concentra sulla rappresentazione e il disegno in senso più ampio, e sullo sviluppo della pratica e dell'istruzione architettonica, indagando lo sviluppo della figura dell'artista-architetto nell'Italia dell'inizio del XVI secolo attraverso un'esplorazione dell'evoluzione del disegno a Firenze e Roma. Getta nuova luce sull'importanza del disegno per l'architettura, nonché sul disegno come aspetto teorico unificante per la creazione artistica. È in corso una ulteriore ricerca, provvisoriamente intitolata "Fear of Falling: Unstable Architectures in Early Modern Italy", che indaga la solidità strutturale e la preoccupazione dei crolli nel dibattito artistico dell'inizio dell'età moderna.
È stata una fellow della Villa I Tatti, dell'Harvard University Center for Italian Renaissance Studies (Firenze), del Drawing Institute della Morgan Library & Museum (New York), del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max Planck Institut e del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi (Firenze). Ha conseguito una laurea in storia dell'arte e pratica architettonica presso la Columbia University e un dottorato di ricerca in storia dell'arte e dell'architettura presso la Harvard University.
Elena Svalduz, Università di Padova

Elena Svalduz è Professoressa associata di storia dell'architettura presso il Dipartimento dei Beni culturali dell’Università degli studi di Padova. Si occupa principalmente di storia dell’architettura, di storia della città in età moderna e di paesaggio storico. Membro del consiglio direttivo dell’AISU dal 2017, Steering Committee member of Visualizing Cities dal 2017, cura con Gianmario Guidarelli il progetto e la collana “Armonie composte” sul paesaggio monastico (www.armoniecomposte.org).
Vitale Zanchettin, Musei Vaticani, Roma; Università Iuav di Venezia

Vitale Zanchettin (1967), laureato nel 1996 presso l’Università Iuav di Venezia con una tesi in storia dell’architettura dedicata all’opera di Francesco Borromini, ha compiuto nello stesso ateneo i propri studi per il dottorato di ricerca dedicati all’edilizia sociale a Breslavia e a Francoforte tra le due guerre (1999). Dal 2001 insegna Storia dell’architettura moderna e contemporanea presso l’Università Iuav di Venezia.
Come borsista presso la Bibliotheca Hertziana – Max Plank Institut für Kunstgeschichte (2001–2002) ha compiuto studi sullo sviluppo urbano di Roma nel primo Cinquecento. Ha collaborato con l’Istituto Storico Austriaco per l’organizzazione della mostra su Adolf Loos (Roma 2006, con Richard Bösel). È stato Borsista della Alexander von Humboldt Stiftung (2007–2009) presso la Rheinische Friedrich-Wilhelms Universität di Bonn, dove ha tenuto corsi e seminari fino al 2012. Dal 2006 le sue ricerche si sono concentrate sull’attività di Michelangelo architetto presso la Fabbrica di San Pietro. Per i suoi studi sulla Basilica Vaticana ha ottenuto nel 2009 il premio Hanno-und-Ilse-Hahn (Bibliotheca Hertziana – Max Planck Institut für Kunstgeschichte). Dal 2012 ha affrontato studi sulla formazione di Michelangelo architetto presso il Kunsthistorisches Institut di Firenze – Max Planck Institut für Kunstgeschichte. Dal 2015 è responsabile della Sovrintendenza ai Beni Architettonici dei Musei Vaticani.