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Acqua Terra Fuoco
L’architettura industriale nel Veneto del Rinascimento

 

Se Palladio è riuscito a realizzare le sue meraviglie è certo merito del suo genio. Ma anche, se non soprattutto, degli effetti di quel “miracolo economico” che, nel Cinquecento, portò il Veneto di terraferma ai vertici dell’innovazione tecnologica e della produttività europee.
Quando, esattamente dieci anni fa, nacque il Palladio Museum, al centro del cortile nobile venne messo a dimora un gelso. A chiarire ai visitatori che Palladio non avrebbe potuto creare ville e palazzi oggi oggetto dell’ammirazione universale senza quell’albero, ovvero senza l’attività delle seterie che venivano alimentate dai bozzoli tessuti da bruchi, che delle foglie dei gelsi si cibavano.

La mostra indaga lo straordinario sviluppo industriale che trasformò campagne e colline del Veneto in sede di efficientissime manifatture che non avevano pari nel mondo dell’epoca. Una potentissima Silicon Valley localizzata in aree periferiche, ai piedi delle colline dell’alto vicentino e trevigiano, soprattutto. Qui scorrevano con impeto le acque che offrivano la forza motrice, qui venivano trattate le materie prime che, plasmate con il fuoco e la stessa acqua si trasformavano in prodotti innovativi, richiestissimi sui mercati della Serenissima e di tutta Europa. A fare la differenza rispetto alle analoghe imprese del continente, fu la capacità di innovazione, di mettere a punto e brevettare nuove tecnologie e, allo stesso tempo, di puntare su reti commerciali capillari.

La mostra, frutto di più di 3 anni di ricerche in musei, archivi, biblioteche e sul “campo” – ricerche finanziate dal Leverhulme Trust di Londra – mette in evidenza ciò che sino a oggi era rimasto dietro le quinte. Attraverso dipinti, mappe, disegni, oggetti e modelli antichi ci fa scoprire le architetture del boom industriale del Veneto del Rinascimento, vale a dire le fabbriche del Nord-Est di cinque secoli fa. È proprio grazie a questa nuova ricchezza che le ville e i palazzi di Andrea Palladio hanno potuto prendere forma.

La mostra racconta il passato, ma con lo sguardo al presente e al domani. Ci parla dell’antica alleanza che nel Veneto del Rinascimento legò economia, arte e cultura.
Al tempo stesso la mostra vuole attirare l’attenzione sullo stato precario in cui versa parte del patrimonio proto-industriale oggi, che va invece tutelato perché tratto fondante della nostra identità. Non vanno trascurate le lezioni che possiamo trarne: la capacità di coniugare sviluppo e bellezza in armonia con l’ambiente; i vantaggi, economici ma anche ambientali e creativi, di ambienti produttivi in co-working, in cui le stesse risorse possano essere riutilizzate; l’impiego di materiali economici e di provenienza locale; il ricorso a fonti energetiche pulite e rinnovabili.

La mostra è realizzata in sinergia con la Direzione regionale Musei del Veneto nel quadro dell’Accordo di Valorizzazione fra Ministero della Cultura e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio. È sostenuta da The Gladys Krieble Delmas Foundation di New York (USA) tramite i Friends of Palladio e, come attività del Palladio Museum, gode del sostegno Art Bonus di Viacqua SpA.

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